Restauro di arredi fissi a Firenze e dintorni

In questa pagina sono presentati alcuni restauri di arredamenti fissi.

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Il restauro degli arredi fissi

La terminologia di “arredo fisso” comprende tutti quegli elementi di arredo o decorazione che sono ancorati in maniera permanente agli elementi strutturali, orizzontali o verticali, di un ambiente interno.

I nostri interventi di restauro su questa tipologia di arredo sono differenziati a seconda che si intervenga soltanto sul mero elemento di arredo piuttosto che, in scala più estesa, lavorando sulla struttura in concomitanza ad interventi di adeguamento, risanamento o restauro edilizio.

 

Le varie tipologie di lavori per gli arredi fissi eseguite da noi

Abbiamo, nel corso degli anni, eseguito diverse tipologie di lavori:

  • Interventi in loco svolti senza lo smontaggio dell’arredo fisso, volti principalmente a ripristinare le caratteristiche estetiche dell’arredo stesso.
  • Interventi di smontaggio, restauro e successivo rimontaggio, qualora l’intervento sia mirato ad un risanamento strutturale dell’arredo o dell’ambiente che lo ospita o vi sia l’impossibilità di intervenire sul posto.

Ogni tipologia di intervento viene eseguita nel pieno rispetto delle caratteristiche originali dell’opera, sia dal punto di vista della coerenza storica che dei metodi costruttivi utilizzati, con materiali idonei e appositamente studiati per adattarsi al meglio alle caratteristiche dell’ambiente, nel rispetto delle parti originali che devono essere preservate il più possibile.

 

Gli interventi in loco

Eseguiti per restituire l’aspetto esteriore originale dell’opera, fisiologicamente deteriorato a causa dell’uso, dell’esposizione, del degrado biologico e dell’intervento dell’uomo.

Il legno è un materiale sensibile, le cui caratteristiche si alterano fortemente in funzione dell’ambiente esterno; temperatura e umidità sono tra le cause principali dei movimenti del legno che, dilatandosi e contraendosi, subisce una deformazione che produce il creparsi della superficie.

Anche la luce, sia essa naturale o artificiale, produce un deterioramento superficiale che altera le caratteristiche di colorazione del legno che può subire, a seconda della gravità, processi di scurimento, ingiallimento o decolorazione che rendono disarmonico l’aspetto d’insieme dei manufatti.

Tale deterioramento intacca lo strato superficiale del legno usurando la vernice o la finitura, favorendo il distaccarsi di eventuali elementi decorativi quali intagli, intarsi, tappezzerie, applicazioni in genere.

Anche l’intervento dell’uomo, sia esso pregresso (dovuto a restauri precedenti eseguiti con materiali non conformi) o recente (con l’uso, ad esempio, di prodotti lavanti ed igienizzanti aggressivi per le superfici) provoca gravi danni e alterazioni sulla superficie del legno degradandone fortemente l’aspetto estetico.

In casi di questo genere, in cui la struttura portante dell’arredo e l’ambiente che la ospita non risultano compromessi, l’intervento di restauro si limita ad incollaggi di parti distaccate, ancoraggi di elementi che per la loro posizione si trovano a subire sollecitazioni più importanti (ad esempio le sedute ribaltabili di un coro o refettorio, i braccioli, le pedate di scalini o pedane facenti parte dell’arredo fisso), riempimento di lacune superficiali (intervento di “sverzatura” tramite l’apposizione di piccoli cunei in legno di lunghezza variabile, stuccature e rabboccature), trattamento delle superfici volto ad uniformare l’aspetto finale dell’opera nella maniera il più conforme possibile all’aspetto originale del manufatto.

 

Gli interventi di smontaggio, restauro e rimontaggio

Gli interventi dell’arredo di questo tipo, si esegue in tutte quelle situazioni in cui l’intervento si inquadra all’interno di un più vasto progetto sull’ambiente che lo ospita, in concomitanza con interventi di restauro edilizio, adeguamento normativo degli ambienti, risanamento o cambio di destinazione d’uso.

In casi più rari è stato eseguito lo smontaggio per l’impossibilità di eseguire l’intervento sul posto perché in uso, fruibile e visitabile; diventava pericoloso e difficoltoso usare certi tipi di materiale od eseguire alcune lavorazioni, senza disturbare il quotidiano svolgimento delle attività (musei e chiese aperte al pubblico).

Fondamentale è che la fase di smontaggio sia accompagnata da una accurata documentazione fotografica e da una mappatura il più dettagliata possibile al fine di rendere la successiva fase del rimontaggio agevole ed il più immediata possibile.

Gli ambienti del nostro laboratorio sono spaziosi ed in grado di accogliere strutture di arredo fisso di dimensioni importanti quali farmacie, cori e refettori che sono stati, di volta in volta, “ricostruiti” nella nostra falegnameria al fine di riprodurne l’impianto originale e poter così eseguire le lavorazioni necessarie.

In questi casi si ha la possibilità di programmare una operazione più profonda che preveda, oltre al ripristino dell’aspetto estetico originale, anche un risanamento strutturale e dei materiali che costituiscono l’ossatura e la base dell’arredo, con la sostituzione degli elementi degradati la cui funzionalità è stata compromessa dall’uso e dagli agenti esterni in primis l’umidità (che con il passare del tempo crea situazioni favorevoli all’aggressione da parte di insetti xilofagi, funghi e muffe).

In tutti questi casi si è provveduto preventivamente ad ogni altro intervento, ad una operazione di disinfestazione eseguita talvolta con la creazione in laboratorio di apposita camera anossica in cui il materiale viene sigillato e messo sottovuoto in una tenda ermetica al cui interno viene somministrata costantemente anidride carbonica al fine di eliminare l’ossigeno presente nelle piccole gallerie e cunicoli prodotte dagli insetti xilofagi. In tal modo la mancanza di ossigeno provoca la disidratazione degli insetti e delle uova potenzialmente presenti all’interno del legno, causandone la morte in modo del tutto non invasivo e senza l’uso di sostanze chimiche che permangono nel materiale.

Qualora la quantità di materiale fosse minore e non gravemente compromessa da degrado biologico si interviene tradizionalmente con iniezioni e spennellature di prodotti specifici.

In seguito a questa operazione si procede, previa analisi del caso specifico in rispetto a quanto stabilito in capitolato o accordo con il committente dei lavori, all’intervento di restauro vero e proprio partendo dal restauro strutturale delle parti portanti e dell’ossatura cui si appoggia l’apparato decorativo e proseguendo con la parte di rivestimento superficiale per terminare con le decorazioni, siano esse applicazioni, intagli e/o intarsi, in ultimo si interviene sulle verniciature ed i trattamenti di finitura.

Il restauro strutturale può prevedere la sostituzione parziale o totale degli elementi con altri dello stesso materiale ma sani ed a loro volta trattati per aumentarne la capacità di conservazione in uso.

I trattamenti sull’apparato decorativo e sul rivestimento prevedono la sostituzione delle parti gravemente compromesse e non recuperabili, il fissaggio della superficie decorata al supporto al fine di recuperare la funzionalità d’insieme, l’integrazione di parti mancanti, il riempimento di fessurazioni e lacune.

Una volta eseguite queste operazioni, restituita leggibilità, uniformità di superficie e armonia all’arredo si procede con l’ultima fase di intervento: il trattamento finale della superficie.

Questa operazione ha la doppia finalità di valorizzare il manufatto e l’insieme delle sue componenti, e di fungere da protezione al legno riducendone il deterioramento.

La fase di rimontaggio prevede lo spostamento nell’ambiente originario, la creazione di ancoraggi stabili e resistenti alla muratura ed al pavimento sostituendo i precedenti elementi quali staffe, ganci o tiranti o sfruttando i precedenti se ancora solidi.

La Rangoni Basilio

Restauro di un Antica Spezieria a Parma

Un po di storia

Le prime notizie dell’Antica Spezieria sita nel complesso abbaziale di San Giovanni Evangelista risalgono al 1201. L’attuale sistemazione dei locali risale invece alla fine del XVI secolo e l’inizio del XVII e comprende quattro locali.

Il primo locale è chiamato “del fuoco” per la presenza del camino, i banconi per le vendita, bilance e pesi; è presente anche un busto di Ferdinando Gardoni risalente alla prima metà del XIX secolo (erede di Luigi Gardoni, speziale alla quale venne affidata la gestione della spezieria verso la seconda metà del 1700).

Il secondo locale è detto “dei mortai” per via dei mortai in marmo e bronzo presenti, ci sono inoltre vasi in maiolica e in porcellana.

Il terzo locale viene chiamato “delle sirene” in quanto sugli arredi sono presenti delle figure allegoriche scolpite, simili a delle sirene; in questa sala sono presenti anche vasi, albarelli e manoscritti.

Il quarto locale è il laboratorio vero e proprio con la presenza di un pozzo e l’ingresso alla cantina; appesi alle pareti vi sono alambicchi e bottiglie in vetro del XVII secolo, oltre che lavabi in marmo veronese del 1500.

L’inizio del lavoro di restauro

La nostra falegnameria è stata incaricata di restaurare tutti gli arredi lignei presenti nella Spezieria.

La prima operazione è stata quella di trasportare ogni singolo pezzo nella nostra bottega per operare in maniera più accurata. Da qui si sono svolti tutti i procedimenti di restauro idonei agli arredi.

Come prima cosa l’aspirazione di polveri da ogni arredo, il trattamento antiparassitario e la pulitura che, data la delicatezza degli oggetti, è stata eseguita con acqua demineralizzata e sapone neutro, per eliminare i depositi di polvere coesi. Questi interventi sono stati comuni a ogni arredo, successivamente abbiamo studiato caso per caso e adottato specifiche soluzioni di restauro.

Il restauro della stanza delle sirene

Partendo dalla stanza “delle sirene” abbiamo notato che la maggior parte degli elementi erano stati dipinti sopra un’ammanitura in gesso, quindi la prima operazione è stata quella di consolidare sia la pellicola pittorica decoesa che le parti strutturali, in alcuni casi tarlate. Le parti dove mancava legno sono state ricostruite utilizzando la stessa specie legnosa dell’originale. Una volta che la pellicola pittorica ha ripreso la sua coesione al supporto, abbiamo provveduto a stuccare le parti mancanti e riprenderle poi a colore con l’uso di additivi coloranti uniti ad una vernice opaca. Data la caratteristica fattezza di questi arredi lignei, ci siamo serviti di un protettivo all’acqua, in modo da proteggere questa delicata pittura.

Il restauro delle stanze dei mortai e del fuoco

Diverso il procedimento di restauro avvenuto per le altre due stanze, “dei mortai” e “del fuoco”. In queste sale, dopo la consueta pulitura con acqua demineralizzata e sapone neutro, abbiamo provveduto a mettere in sicurezza le parti distaccate ed eseguito il rifacimento di quelle mancanti, utilizzando sempre la stessa specie legnosa utilizzata nell’originale. La coloritura di queste sale non è come quella presente nella sala “delle sirene”, ma mantiene visibili le venature e le caratteristiche del legno, cambiando solo il colore originale. In questo caso abbiamo ripreso il colore delle parti lignee nuove e delle parti con mancanze o abrase, utilizzando coloranti solubili in acqua e solubili in alcool; questo per avere più compatibilità con la finitura che abbiamo deciso di adoperare su questi arredi. La gommalacca quindi è stata la scelta finale come protettivo perchè chiude i pori del legno, formando una leggera pellicola naturale.

Al termine dei lavori di restauro

Al completamento degli interventi di restauro gli arredi dell’Antica Spezieria di Parma sono stati trasportati nel complesso abbaziale di San Giovanni Evangelista, con tutte le accortezze previste quando si movimentano beni di interesse culturale.

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