Restauro di parquet a Firenze e dintorni

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Il restauro dei parquet antichi

 

Il parquet e la sua storia

Il parquet è un tipo di pavimentazione in legno che può essere composta da legno massiccio di spessore variabile o da legno incollato su supporto in semilavorato, assemblato in diversi modi.

Le sue origini sono molto antiche, le prime testimonianze risalgono all’epoca egizia (3000 AC) in cui tavolati in legno erano adoperati per proteggersi dagli insetti, in epoca romana si evolve la sistemazione delle assi di legno con motivo a spina di pesce e nel basso Medioevo si passa alla creazione di geometrie adoperando differenti essenze anche colorate artificialmente.

Dalle isole britanniche e la penisola scandinava la tradizione del parquet si diffonde nella Francia del nord dove si sviluppa e si affina raggiungendo la sua massima diffusione nel 1600; l’origine del termine “parquet” risale proprio al francese: indicava l’arte dell’intarsio in legno applicato ai mobili di pregio (marqueterie o parqueterie).

In Italia l’uso del parquet intarsiato si diffonde in epoca barocca, nel corso del Seicento, dove viene largamente impiegato nelle pavimentazioni per le dimore di lusso.

Il parquet viene eseguito in fase preliminare assemblando i singoli elementi a formare il disegno geometrico intarsiato che va a comporre la formella; sul posto le singole formelle sono posate in opera e assemblate a comporre motivi decorativi elaborati e ricchi la cui composizione veniva studiata e progettata da artisti e architetti.

Una volta posate le formelle venivano raschiate e livellate a formare un piano orizzontale che spesso rimaneva grezzo. È dalla metà dell’’800 che si comincia a proteggerlo con vernici trasparenti a base di gommalacca, cera e olii.

La decorazione delle pavimentazioni diviene così elemento caratterizzante dell’arredo di palazzi e dimore nobiliari; con i suoi motivi ad intarsio, le greche, le bordature dona agli ambienti carattere e amplifica la percezione prospettica degli interni acquistando importanza e signorilità.

 

La Rangoni Basilio e il restauro di parquet antichi

La nostra ditta nel corso degli anni ha eseguito interventi su numerose pavimentazioni in legno degradate principalmente dall’usura dovuta all’uso o ad infiltrazioni di acqua che, essendo il legno un materiale igroscopico, ne ha compromesso fortemente l’integrità.

A seconda dell’entità dei danni riportati gli interventi di restauro sono stati eseguiti o direttamente sul posto o smontando interamente il pavimento, formella per formella, e ricollocandolo in un secondo momento nella sede originale previa sistemazione del piano di posa.

 

Le varie operazione per il restauro di un parquet antico

1. L’analisi storica

La prima operazione da compiere sempre, quando si parla di restauro, è l’analisi storica del manufatto che ci permette di inquadrare il periodo, le tecniche ed i materiali che possono essere stati utilizzati, persino dove sono state reperite le varie essenze di legno impiegate, e ci permette di pianificare al meglio il futuro intervento.

Acquista una importante rilevanza in questa fase il riconoscimento delle specie legnose impiegate per creare gli effetti di chiaro-scuro delle decorazioni ed i motivi geometrici che sfruttano, per ottenere l’effetto ottico della profondità, proprio la differente caratteristica cromatica delle diverse essenze.

 

2. Lo smontaggio e la ristrutturazione del parquet

I lavori che prevedono lo smontaggio totale o parziale del pavimento contemplano una fase di catalogazione degli elementi e dei singoli pezzi (listelli, fasce) che costituiscono il motivo decorativo, operazione utile al successivo rimontaggio del pavimento nella posizione originale e alla contabilizzazione degli elementi mancanti o da sostituire.

Dagli elementi manualmente tolti si procede alla rimozione del vecchio collante, ove presente, o al ripristino degli elementi di giunzione degradati o non più recuperabili, alla ricostruzione totale o parziale degli elementi.

Le parti che hanno subito infiltrazioni di acqua possono essere completamente da sostituire a causa della deformazione o del successivo degrado biologico cui sono state sottoposte; le mancanze sono reintegrate o ricostruite, le rotture sono riparate o incollate.

Il ripristino dei singoli elementi permette, nella fase di rimontaggio, di restituire stabilità al parquet e riportarlo alla sua integrità.

 

3. Rimontaggio e finitura

Nella fase successiva al rimontaggio del parquet su superficie risanata o consolidata dal restauro edilizio, si procede al riempimento delle fessurazioni che, a seconda delle dimensioni, potrà essere eseguito con l’inserimento di listelli di legno o tramite stuccature.

Quando il pavimento è rimontato e completo in tutte le sue parti, si procede ad una leggerissima levigatura necessaria ad uniformare la superficie ed eliminare piccoli dislivelli tra gli elementi ed alla tonalizzazione delle parti nuove o mancanti di uniformità cromatica. Questa fase di coloritura avviene tramite velature eseguite con colori all’acqua, con un’ottima resistenza alla luce, che saranno poi fissati dalle successive mani di vernice di finitura.

 

I materiali usati per il restauro

Ognuna delle operazioni descritte viene realizzata con materiali studiati appositamente per ogni singolo caso di intervento; i collanti, gli stucchi devono avere elasticità e non essere rigidi, devono essere durabili e resistenti nel tempo, le vernici di finitura devono ugualmente essere resistenti e durabili ed in più esaltare le caratteristiche del legno senza appiattirlo né coprirlo in maniera eccessiva fungendo sì da protettivo ma anche da strumento di valorizzazione dell’insieme.

 

Il restauro del parquet antico direttamente sul posto

Qualora le condizioni del parquet esaminato o degli ambienti che lo ospitano, non siano tali da giustificarne la rimozione si procede in maniera meno invasiva direttamente sul posto.

Le porzioni di pavimento che risultano oggetto di cedimento vengono rinforzate tramite apposizione di uno strato di resina elastica e fortemente durabile, ancorate più saldamente al sottofondo e fermate in maniera che camminandovi sopra non si avverta la sensazione di instabilità.

Talvolta i listelli sono appuntati con piccoli chiodi agli elementi di fianco se questi risultano stabili.

Una volta stabilizzata la superficie si riparano rotture e fessurazioni e si colmano le mancanze con materiale idoneo e stabile (le cui condizioni di stagionatura garantiscano sufficiente immutabilità).

Se la vecchia vernice del parquet è fortemente compromessa, sbiancata o sfogliata, si procede con una pulitura; il più delicata possibile nel caso in cui vi siano superfici intarsiate poiché, in questi casi, lo spessore del legno di ornamento è veramente sottile ed un intervento eccessivo rischierebbe di rimuoverne totalmente parti.

In ogni caso l’intervento di pulitura tramite levigatura su una pavimentazione antica deve di regola essere cauto, rispettoso e ridurre al minimo l’asportazione di legno.

Per situazioni in cui le superfici abbiano già subito negli anni levigature aggressive e sia richiesta una estrema delicatezza d’intervento, si procede con la sverniciatura chimica con impacchi di solvente.

Si prosegue l’intervento con la tonalizzazione del legno nuovo o nelle parti levigate in maniera più definitiva.

Si termina con la verniciatura il cui effetto finale, preventivamente concordato in sede di progettazione dovrà rispondere, oltre a caratteristiche di resistenza, protezione, durabilità, anche alla caratterizzazione estetica conferendo una brillantezza in linea con le caratteristiche proprie dell’epoca di esecuzione.

 

La Rangoni Basilio

 

Restauro dei parquet al Palazzo della Banca d’Italia di Firenze

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